In Alto Adige i Calici

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03:10 - mercoledì 18 ottobre


E’ sin troppo facile parlare dei vini dell’Alto Adige per storia, per tradizione, per la serietà dei produttori che vivono in simbiosi con la terra, per l’alta qualità dei vini bianchi, soprattutto Pinot bianco, Sauvignon blanc, Gewurztraminer. Da oltre 30 anni la produzione vinicola si è sviluppata sulla qualità, tanto che oggi quasi tutta la superficie vitata è protetta dal disciplinare DOC.in-alto-adigei-calici-a-roma-roadshow-del-consorzio-per-i-grandi-vini-bianchi-01
Anche se come estensione è uno dei territori vinicoli più piccoli d’Italia (5.000 viticoltori si dividono meno di 5.300 ettari di superficie vitata), il territorio vitivinicolo è distribuito nelle zone climatiche più disparate che vanno dai 200 ai 1000 metri di altitudine. Non è un caso che le guide dei vini (Gambero Rosso ad esempio) attribuiscono ai vini altoatesini, fra tutti quelli italiani, il numero più alto di “Tre Bicchieri” in rapporto alla superficie coltivata.
Si diceva della superficie vitata. Più del 60% dei vigneti sono coltivati a uve bianche e fra le varietà più diffuse spiccano il Pinot bianco dall’elegante profumo di mela e da una spiccata acidità; il Sauvignon blanc importato dalla Francia alla fine dell’800 dal delicato sentore di ortica, sambuco, uva spina e agrumi; il Gewrztraminer, che trae il suo nome dal paese di Termeno, grazie all’ampio bouquet, con note di petali di rosa, garofani, lici e frutti tropicali, è considerato il vino aromatico per eccellenza; Chardonnay. Vitigni che rappresentano il 70% di tutti i vini bianchi prodotti. Ma un ruolo rilevante è svolto anche da Sauvignon, Muller-Thurgau, Sylvaner, Kerner, Riesling e Veltliner. Non solo bianchi. Fra i rossi, oltre alle due varietà autoctone Schiava e Lagrein, ci sono il Pinot nero, il Merlot, il Cabernet Sauvignon e Franc. Insomma una grande qualità dei vini in un territorio fra i più piccoli della penisola.in-alto-adigei-calici-a-roma-roadshow-del-consorzio-per-i-grandi-vini-bianchi-02Con questo background si è presentato a Roma nel nuovo prestigioso albergo della capitale “A.Roma Lifestyle Hotel”, il Consorzio Vini Alto Adige per una degustazione di 45 etichette che hanno fatto la felicità dei professionisti e di quanti amano il vino. Con il nostro evento itinerante ci poniamo l’obiettivo di presentare – ha sottolineato il Direttore Marketing del Consorzio Vini Alto Adige, Werner Waldboth – le migliori espressioni di un connubio indissolubile: da un lato le qualità tipiche dei tre vitigni unite alle caratteristiche del terreno in cui affondano le proprie radici, dall’altro la grande variabilità di microclimi cui sono esposti i vigneti e il sapiente lavoro dell’uomo.
La discesa in campo a Roma, è anche il secondo grande evento organizzato dall’AIS Lazio. L’evento di oggi, con il quale siamo lieti di aver collaborato, ci ha offerto la possibilità di degustare etichette di Pinot Bianco, Sauvignon Blanc e Gewurztraminer del 2010, 2009 e ancora indietro fino al 2006 e di toccare con il naso e con il palato queste potenzialità ha sottolineato Angelica Mosetti, Presidente di AIS Lazio
Fra i vini in verticale c’è “AM SAND Gewurztraminer 2012” di Alois Lageder, dal colore giallo paglierino tendente al rossastro, dall’aroma pronunciato e complesso, dall’elevata qualità alcolica (14,5%) che ne fa anche un vino da invecchiamento. Una sintesi di profumi del territorio.
Il “Sauvignon Sanct Valentin 2014” della Cantina Produttori San Michele Appiano (370 ettari di terreno coltivato e 2milioni di bottiglie annue) è il gioiello della Cantina, l’orgoglio della casa che da oltre 20 anni delizia il palato degli italiani e degli stranieri. Dal colore verde giallognolo, dal profumo di fiori di sambuco e ribes maturo, dal contenuto alcolico di 14%, è un vino che può invecchiare anche 10 anni.
Il Vorberg 2012 della Cantina Terlano, da uve di Pinot bianco è un vino pieno e complesso, dalle spiccate note minerali, di grande potenziale e capace di maturare a lungo.
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