di Francesca Zaccarelli
La nostra rubrica riprende con la storia di Dona Antónia Adelaide Ferreira, soprannominata la “Ferreirinha” per la sua premura e generosità, ma conosciuta come “la leggenda del Douro” per essere colei che salvò le sorti del vino portoghese.
Portogallo, seconda metà dell’Ottocento. In una terra dove la vite è sempre stata tradizione e una fondamentale fonte di reddito, il Paese viveva una profonda crisi da qualche decennio: gli attacchi di oidio e fillossera, la pace commerciale tra Francia e Gran Bretagna, la mancanza di sostegno governativo e l’affermarsi della Spagna nel panorama enologico europeo minacciavano la sopravvivenza del settore vitivinicolo.
Dona Antónia, vedova a soli trentatré anni, prese le redini dell’azienda di famiglia con una missione precisa: salvare Casa Ferreira e far rifiorire il Douro. Figlia della quarta generazione dei Ferreira, custodi storici di vigneti e produttori affermati di vino Porto, comprese subito che il suo ruolo non poteva limitarsi a gestire l’eredità ricevuta. Doveva trasformarla in un simbolo di eccellenza e lungimiranza, superare la concorrenza e ridare dignità a una valle che da secoli produceva un vino straordinario, ora a rischio di scomparsa. Dona Antónia capì che era necessario innovare. Viaggiò molto per apprendere nuove conoscenze e trovare soluzioni alla fillossera, investendo con passione nella sua terra, perfezionando la produzione e adottando tecniche all’avanguardia, senza mai tradire la qualità e l’identità dei vini, pilastri imprescindibili della reputazione di Casa Ferreira.
Ma la Ferreirinha non fu solo un’imprenditrice visionaria. Il suo sguardo abbracciava la comunità: comprese che, oltre alle viti, la vera ricchezza del Douro erano gli abitanti e i braccianti. Fondò opere di carità per le famiglie dei lavoratori, contribuì alla costruzione di ospedali e istituzioni di sostegno e, nei tempi bui della fillossera – quando vigneti e sogni dei contadini venivano distrutti – si fece baluardo di speranza, acquistando terre, creando nuovi impianti e offrendo lavoro e sostentamento a chi aveva perso tutto.
In pochi decenni, la Valle tornò al suo originario splendore e Casa Ferreira con essa. Migliaia di barili di vino di eccellente qualità ripresero a viaggiare sul fiume Douro fino ai magazzini di Vila Nova de Gaia, comprese annate leggendarie firmate da Dona Antónia, che non sarebbero state prodotte senza il suo impegno instancabile.
Quando morì, il 26 marzo 1896, poco prima del suo ottantacinquesimo compleanno, lasciò un patrimonio straordinario e un esempio indelebile di dignità e generosità. La “Ferreirinha” veniva ricordata per la naturalezza con cui camminava nelle case dei lavoratori e nei palazzi reali, per la generosità verso i poveri e la fermezza con i potenti, a difesa e sostegno della Valle e dei suoi vini. Il suo nome vive ancora oggi nei premi a lei dedicati, nel vino DOC Douro Antónia Adelaide Ferreira e nel nuovo ponte sul Douro che tra qualche anno unirà Vila Nova de Gaia a Porto, a onorare una donna che seppe trasformare coraggio, passione e amore per la sua terra in un lascito eterno, capace di ispirare generazioni e contribuire ancora oggi alla fama enologica del Portogallo.
