Eurhop 2025: Impressioni di ottobre

5 Nov 2025 | News, newsletter

di Stefano Sarasso

Anche quest’anno Roma ha ospitato l’evento EurHop, il Salone Internazionale della Birra Artigianale nella cornice del Salone delle Fontane nel quartiere Eur. L’austero ambiente razionalista si è scaldato grazie agli accesi colori dei materiali da cantiere utilizzati (tubi da ponteggi, palanche e tavole) che si sono rivelati una originale ed efficace scelta stilistica. Due lunghi banchi di quarantacinque metri hanno ospitato 85 stand e circa 350 spine.
L’evento di Roma testimonia per l’ennesima volta come l’espressione artigianale della birra sia stata una vera rivoluzione culturale portatrice di nuove energie che hanno stimolato sia il recupero della tradizione birraria che l’innovazione e riscattato la collocazione gastronomica di questa bevanda.
Il percorso gustativo inizia con un’autentica Czech Pilsner del birrificio Vinohradský Pivovar di Praga. Nel bicchiere esibisce una intensa tonalità giallo zafferano. Al gusto è delicata come l’acqua da cui proviene, giustamente luppolata, bevibilissima, con un finale amaricante e un leggero richiamo di popcorn condito, un tratto peraltro compatibile con questo stile. Rimanendo nel panorama della bassa fermentazione, l’assaggio successivo si è rivolto ad una tipologia di birra rossa tedesca, la Nürnberger Rotbier della Brauerei Schanzenbräu. Birra un tempo popolare e che sta tornado di moda, naturalmente torbida, edificata su malti Vienna e Caramel ma piacevolmente secca e speziata nel finale. Una bella scoperta.
Il salto verso l’alta fermentazione si realizza con una delle più iconiche American Ipa prodotte da microbirrifici italiani, la Guerrilla Ipa del birrificio CrAk di Padova. Deflagrante di aromi agrumati e tropicali, succosa e coinvolgente, non delude mai. La Berliner Weiss Triple Berry Pie del birrificio svedese Brewski è invece una birra acida di frumento macerata con i frutti di bosco. Definita come torta liquida, sale in cattedra sfoderando una vistosa e pannosa schiuma violacea e uno straordinario equilibrio tra dolcezza ed acidità. Arriva poi il turno del Piemonte, golosa occasione per sondare la specialità del Birrificio De Lab Fermentazioni di Diano d’Alba. La Baphomator è una Doppelbock (la più malt-forward e corposa delle Lager) stilisticamente caratterizzata da note di miele, caramello e liquirizia ma con un finale amaro, garbato e pulito.
La Cantina Brassicola Cà del Brado, situata nell’Appennino Bolognese da anni richiama l’interesse di appassionati delle birre frutto di utilizzo di lieviti selvaggi e flore batteriche vive. The Wildest Roots Sour Ale è la novità portata in questa edizione di EurHop. Birra acida aromatizzata con radici di tarassaco, rafano e artiglio del diavolo, contaminata in vasca aperta da lieviti di territorio e poi maturata in legno. Al gusto è succulenta, profonda, con la nota ‘’funky’’ ben integrata con le componenti amare e vegetali.
La chiusura è riservata ad una tipologia di birra scura, la storica Porter londinese nella versione prodotta dalla Allendale Brewing di Newcastle. La Black Grouse Porter è stata pompata a mano direttamente nel bicchiere come previsto per una Real Ale. Il termine si riferisce ad un’importante categoria di birre britanniche artigianali prodotte con soli ingredienti tradizionali. La seconda fermentazione si svolge direttamente nel cask o botte mentre viaggiano verso il Pub dove saranno servite senza alcuna filtrazione e senza aggiunta di carbonica e azoto. Color toffee, si avverte un delizioso mix di frutti scuri, lieviti, note tostate dei malti ed erbacee del luppolo con finale affumicato. Quello delle Real Ales probabilmente resta ancora il più sentimentale approccio al gusto della birra.

          

Ultimi articoli

Ascoltare il vino

Di Angelo Petracci Il libro “Bollizine” di Tommaso Caporale suggerisce un’ipotesi di lavoro senz’altro affascinante: completare l’analisi...