La vie en rose del vino

21 Gen 2024 | News, newsletter

di Paolo Tamagnini
Il futuro del vino si tinge sempre più di rosa; in Italia un numero crescente di donne si è avvicinato negli ultimi anni all’universo vino con un approccio più consapevole in termini di conoscenza del consumo di prodotti vinicoli. È quanto emerge da un recente studio dell’Osservatorio sul mondo agricolo di Enpaia-Censis. Il profilo del consumatore di vino donna ci presenta oggi una platea di 12,1 milioni di appassionate, che nel periodo 2014-2021 è cresciuto del 15%, a fronte di quello maschile che ha fatto segnare nello stesso periodo un minimo incremento del 3%. E sono sempre più giovani le consumatrici di vino: oltre il 46% delle donne ha un’età compresa tra 18 e 34 anni. È in corso quindi un passaggio generazionale verso un mercato con una maggiore presenza femminile e tale trend è correlato alle scelte e ai comportamenti che inseriscono il consumo di vino tra le abitudini sociali. Lo studio si concentra anche sul profilo professionale dei consumatori, che aiuta a comprendere meglio la possibile evoluzione della domanda femminile. Infatti, dai dati emerge che la quota di donne che beve vino è più alta tra le dirigenti, le imprenditrici e le libere professioniste, rispetto alle donne che svolgono funzioni più esecutive e ausiliarie. In dettaglio consuma vino il 63% delle dirigenti, il 59% delle impiegate e dei quadri intermedi, il 48% di coloro che svolgono mansioni più esecutive e infine il 38% delle casalinghe. L’interpretazione di questi dati porta ad analizzare molteplici variabili quali: la natura relazionale del lavoro, che implica per le figure professionali “apicali” della società una maggiore frequentazione di luoghi fuori casa; una quota significativa di nuova domanda di vino motivata da un interesse di tipo socio-culturale derivato dal detenere un titolo di studio più elevato; un possibile riposizionamento sociale che individua nel consumo di vino una cultura collegata ad una ricerca di status symbol. Ulteriori scenari dell’indagine informano che oltre il 50% delle donne pratica un consumo ad alta responsabilità poiché limita le quantità, ed in particolare dichiara di associare la fruizione del vino all’assenza di eccessi e, soprattutto, nella scelta di cosa bere è orientata alla qualità piuttosto che alla quantità: infatti oltre il 58% delle donne nel valutare la qualità di un vino dichiara di preferire i vini italiani, in particolare DOP e IGP o, anche, vini biologici o provenienti da aziende agricole conosciute per l’attenzione alla sostenibilità. Attualmente il 13% delle donne si autodefinisce intenditrice di vini, ovvero si ritiene in grado di distinguerli, valutarli ed eventualmente consigliare gli altri; il 75% delle donne considera il vino, insieme al cibo, una componente irrinunciabile della convivialità. Infine, dalla ricerca emerge che il 41% delle donne preferisce i vini frizzanti e i rossi fermi, il 30% i bianchi fermi, il 29% gli spumanti, il 19% i rosati, il 13% i passiti e liquorosi e l’11% gli champagne.

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