Le origini del Cognac

27 Mag 2024 | News, newsletter

di Fabrizio Gulini

La vicenda che ha dato origine al Cognac è affascinante, ma soprattutto sottolinea ancora una volta la grande capacità comunicativa e commerciale che i francesi sanno applicare ai loro prodotti, facendo apparire al pubblico quello che è stato un enorme colpo di fortuna come il sacrificio di un territorio che rinuncia al vino, per produrre questo distillato apprezzato in tutto il mondo. Ma lasciamo parlare la storia.

Siamo nella Francia occidentale, un centinaio di chilometri a nord di Bordeaux, nella regione oggi chiamata Charente, dall’omonimo corso d’acqua che bagna le colline e sfocia nell’Atlantico; la zona era già conosciuta dagli storici come Saintonage, dal nome della tribù gallica dei Santoni. Fu l’imperatore Marco Aurelio Probo a portare qui la coltivazione della vite, nel 276 d.c.
Nel XVIII secolo, il commercio a Bordeaux era già ben avviato: da una parte c’erano gli inglesi, che erano interessati al vino, e dall’altra gli olandesi, che commerciavano il sale con gli scandinavi. Quando Eleonora di Aquitania andò in sposa a Enrico Plantageneto e gli inglesi si insediarono in Francia, venne istituito il Privilegio dei vini di Bordeaux, che rimase attivo per trecento anni. Quest’editto dava la precedenza al commercio nel porto di Bordeaux ai vini dell’estuario della Gironda. Le altre zone limitrofe, come la Charente, potevano sfruttare i magazzini del porto solo dopo la Pasqua. Ora potete immaginare un vino bianco nel 1700 in che condizioni fosse a 6 mesi dalla vendemmia! Per cui, la maggior parte dei contadini era costretta a sversare il vino a terra. Questa sfortunata pratica non sfuggì agli olandesi, che erano sempre alla ricerca di vino per poter produrre il loro brandewijn (in fiammingo, vino bruciato), precursore del brandy. Così, iniziarono a presentarsi da questi contadini quando ormai il loro vino era invendibile, in modo da acquistarlo a bassissimo prezzo. Gli inglesi, rivali commerciali dell’Olanda, quando scoprirono questa pratica ormai consolidata, si recarono dai contadini e gli proposero di distillare loro stessi il proprio vino, così da ricavare maggior profitto nella vendita e non vanificare il loro raccolto. Nell’insegnare i rudimenti della distillazione ai francesi, gli inglesi si appassionarono del prodotto, e così molti nobili britannici giunsero nella campagna della Charente per produrre brandy.
Tra i primi nomi famosi ad arrivare c’è Jean Martell, che nel 1715 lasciò la contea di Jersey per trasferirsi a Cognac. Nel 1759 fu la volta di James Delamain, figlio del governatore del Castello di Dublino. Nel 1765 fondò la sua gloriosa azienda Richard Hannessy, di Cork in Irlanda che, trovandosi nella regione come capitano di brigata per Luigi XV, decise di lanciarsi nell’avventura del Cognac.
La vicinanza del porto di Bordeaux e l’interesse che avevano gli inglesi a far funzionare il commercio del Cognac, ha fatto sì che questo distillato fosse molto apprezzato nelle corti anglosassoni e non solo.
La riconoscenza dei Francesi nei confronti dei vicini di oltremanica è stata tale che, quando venne definito il disciplinare dell’AOC Cognac, nel 1936, vennero ufficializzate le sigle utilizzate dagli inglesi per classificare l’affinamento del distillato. Sigle che ancora oggi indicano il periodo di maturazione in legno del Cognac (VS, VSOP, XO). 

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