Cari Soci e Amici del vino,
anche questo mese la nostra newsletter si conferma una finestra privilegiata sul mondo del vino, con sguardi che spaziano dal Lazio al resto d’Italia, fino a latitudini estreme, senza mai perdere di vista la qualità, la cultura e l’evoluzione del nostro settore.
Partiamo dai nostri territori. La delegazione AIS Castelli Romani ha ospitato lo scorso dicembre, a Frascati, una serata memorabile dedicata alla vitivinicoltura biodinamica. Protagonista assoluto è stato Michele Lorenzetti, biologo ed enologo di grande esperienza, che da oltre vent’anni accompagna aziende in percorsi di rispetto profondo della vigna e del suolo. Insieme a lui, quattro realtà laziali che hanno scelto la via biodinamica come cifra identitaria: un segnale forte di come anche nella nostra regione stia crescendo una sensibilità agronomica attenta all’equilibrio ecologico e alla vitalità del terroir. Un evento, raccontato da Stefano Sarasso, che non è stato solo una degustazione, ma una riflessione collettiva su come il futuro del vino passi necessariamente attraverso il rispetto della terra.
Restando in ambito tecnico e curioso, Francesca Zaccarelli ci regala un approfondimento sulle produttrici al femminile tra Milano e Cortina – un tema che conferma quanto il mondo del vino stia diventando sempre più inclusivo e sfaccettato – mentre Angelo Petracci ci introduce a una novità editoriale davvero singolare: “Bollizine” di Tommaso Caporale, la prima guida che analizza scientificamente il perlage attraverso l’ascolto acustico delle bollicine. Un approccio innovativo, quasi poetico-scientifico, che dimostra come lo studio del vino possa aprirsi a nuove frontiere sensoriali.
Non mancano poi racconti di viaggio e di scoperta. Salvatore Stanco ci porta idealmente in Groenlandia, tra spiriti artici e un bere essenziale, lontano anni luce dalle nostre cantine, eppure capace di farci riflettere su cosa significhi davvero produrre in contesti estremi. Lucia Oceano, invece, ci conduce in Sicilia, nella DOC Faro, una denominazione piccola ma di grandissimo fascino, dove Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera danno vita a rossi eleganti e territoriali. Al calice abbinerà un piatto tipico messinese, dimostrando ancora una volta quanto il vino italiano viva di abbinamenti e storie di territorio.
In apertura, a firma di Paolo Tamagnini, un pezzo di grande spessore storico: a quarant’anni esatti dallo scandalo del metanolo (che nel 1986 segnò una ferita profonda nel comparto vitivinicolo italiano), ripercorriamo come il nostro vino abbia saputo cambiare pelle in questi quattro decenni. Da quel dramma è nata una rivoluzione qualitativa, normativa e culturale che ha portato l’Italia a essere oggi tra i protagonisti indiscussi della scena enologica mondiale. Un monito e insieme una grande soddisfazione: abbiamo imparato, siamo cresciuti, siamo diventati migliori.
Buona lettura, buona degustazione e… arrivederci al prossimo calice insieme.
Un caro saluto il Presidente AIS Lazio
Francesco Guercilena
