di Stefano Sarasso
Oltre ad essere nota per la qualità dei suoi ‘’vini naturali’’, ciò che distingue la cantina Gut Oggau nel mondo, è il suo approccio unico alla progettazione delle etichette, rappresentando visivamente ogni vino come una personalità individuale.
Il piccolo comune di Oggau si trova sulla sponda occidentale del Lago Neusiedl, una gigantesca distesa d’acqua dolce lunga più di 32 chilometri ma profonda solo un metro che offre un privilegio climatico orgogliosamente sfruttato dai viticoltori locali. In questa località durante alcuni scavi furono trovate ciotole con residui di vino rosso risalenti all’epoca romana. Grazie a questa scoperta, Oggau è reputata la “più antica comunità vinicola d’Austria”.
Nel 2007, i coniugi Stephanie ed Eduard Tscheppe-Eselbock hanno rilevato una delle tenute più antiche della regione, le cui mura risalgono al XVII secolo. Lo stato di abbandono dei vigneti si è rivelato una vera fortuna poiché nel corso degli ultimi vent’anni i residui chimici e i pesticidi presenti sulle viti dei precedenti proprietari sono stati dilavati. I nuovi proprietari Gut Oggau hanno quindi potuto iniziare a produrre nuovo vino fin dall’inizio, grazie ad un suolo naturalmente depurato e rivitalizzato secondo i principi biodinamici. La vecchia cantina era persino dotata di un torchio a vite di 200 anni, che ora viene utilizzato per i vini più pregiati come il Mechtild e il Bertholdi.
Pionieri della viticoltura biodinamica nel fertile scenario austriaco, Eduard e Stephanie confidano nelle generazioni più giovani, che già avvezze al cibo biologico, sono più in grado di apprezzare la viticoltura alternativa. Qui l’obiettivo è raggiungere la qualità attraverso un equilibrio naturale della vite e lavorando le uve nel modo più delicato possibile. I loro 13 ettari di vigneto sono distribuiti su decine di piccole vigne e ognuna di queste viene vinificata separatamente. Le varietà coltivate sono soprattutto Blaufränkisch, Zweigelt, Grüner Veltliner, Welschriesling, Weissburgunder e Gewürztraminer. Anche i vitigni PIWI qui sono presi molto in considerazione in vista dei cambiamenti climatici, per questo Gut Oggau sta allevando uve ibride come il Rösler che trova già posto nel vino Brutal.
Il carattere distintivo di ogni vigna genera un’ampia gamma di vini con personalità autentiche e diverse. A Gut Oggau ogni vino prende il nome da un personaggio immaginario creato da Jung von Matt (designer tedesco) ed è integrato in un albero genealogico (nonni, genitori e figli). I vini più succosi e allegri da bere rappresentano la generazione più giovane. Gli adulti hanno caratteri più distintivi e sviluppati, più acuti e più provocatori. Quelli con la tradizione più lunga potrebbero essere identificati con i nonni, poiché inizialmente sono silenziosi e conservatori, per poi mostrare dopo un po’ tutta la loro saggezza e complessità.
I vini Gut Oggau sono profondi, viscerali, risultato di approcci non invasivi, oltrepassano il gergo tecnico e ci vengono presentati nel modo più efficace che ci permette di comprenderli.‘’Ci consideriamo agricoltori, creatori culturali, progettisti di paesaggi culturali. I nostri vigneti sono le nostre tele. Il vino è molto più di una semplice bevanda.” (E.T.)
