Lazio, pluralità di territori

8 Gen 2026 | News, newsletter

di Redazione Ais Lazio

Introduzione sezione Regione Lazio, Guida Vitae 2026
Chi osserva il Lazio vitivinicolo ogni vendemmia che passa prende sempre più consapevolezza che il suo territorio è un mosaico di terroir differenti, molto più numerosi della consueta dicotomia tra pianura e collina. Lestensione delle sue zone lacustri, gli Appennini, le catene montuose di origine vulcanica, le zone bonificate e il suo arcipelago definiscono ulteriori chiavi di lettura delle uve dei vigneti in essi ubicati.

Il Lazio è un caleidoscopio di territori
I vini presentati hanno abbracciato un arco di annate piuttosto differenti tra di loro con la 2023 annus horribilis per le copiose precipitazioni.
Molte aziende non hanno partecipato perché avrebbero dovuto inviare i vini dellannata 2023. Il forte volume di piogge ha infatti determinato forti attacchi di peronospora che sono stati devastanti per tutte le aziende che adottano protocolli agronomici differenti dalla lotta integrata e anche chi la ha adottata ha avuto molte perdite di raccolto. Allumidità, favorevole allo sviluppo delle malattie funginee, si è sommato il terreno sempre bagnato che ha impedito di passare nelle vigne per rinnovare i trattamenti e, gli stessi eventuali trattamenti che si sono riusciti a dare, sono stati dilavati dalle piogge successive. Un autentico inferno che ha portato molti produttori a immaginare labbandono di pratiche che non riescono a fronteggiare situazioni climatiche estreme. Nessuna azienda può resistere economicamente se si dovessero ripetere più volte in pochi anni condizioni climatiche in cui non si incassa nulla perché non si raccoglie nulla.
In Tuscia, laddove qualcuno nel 2023 è riuscito a raccogliere uva, la limitazione del raccolto ha consentito di disporre di uva molto matura e concentrata che ha dato vita a vini di grande livello, soprattutto per quanto riguarda i vitigni autoctoni grechetto e rossetto, capaci di adattarsi meglio alle avversità climatiche.
Lannata 2024 per fortuna non è stata come la precedente. Ha avuto un andamento classico e ha prodotto vini non particolarmente profumati ma di buona potenza gustativa, in linea con le caratteristiche identificative dei vini viterbesi.
Nella zona dei Castelli Romani la vendemmia 2024 è avvenuta con diverse precipitazioni e quindi c’è stata massima attenzione nella raccolta.
Lannata però è stata ottima da un punto di vista climatico e se avesse piovuto in agosto sarebbe stata eccellente. Si era partiti infatti con una buona dotazione idrica invernale, accompagnata da temperature primaverili che avevano dato vita a uve molto sane. Il caldo di luglio eccessivo ha in parte compromesso un andamento fino ad allora ideale e se ad agosto la pioggia avesse portato sollievo allo stress idrico delle piante, lannata sarebbe stata addirittura eccellente.
La provincia di Rieti, che storicamente ha utilizzato le colline per la produzione di olio, riassume il suo andamento nella produzione di poche aziende collocate nella valle del Tevere in prossimità di Roma e sulle pendici del Terminillo. Legate ad una filosofia di cantina moderna, e senza lancoraggio a denominazioni storiche, emergono per la modernità dello stile gustativo e per un attento lavoro di recupero di antichi ceppi, allo scopo di ridare identità e retroterra storico a vini per ora percepiti dal pubblico soltanto come buoni e ben realizzati.

Il 2023 ha aperto gli occhi ai ragazzi della via Gluck
In Ciociaria le versioni riserva delle denominazioni del cesanese hanno presentato dei livelli sontuosi.
La triade 2021, 2022 e 2023 si è attestata su alti livelli, con le 2022 che ammaliano per la combinazione di potenza e gustativa e complessità olfattiva. Di fronte alle difficoltà climatiche i produttori attribuiscono questi risultati alle potenzialità dei vecchi vigneti capaci di resistervi meglio.
In provincia di Latina la dislocazione pianeggiante della maggiore parte del territorio pontino ha reso le piogge del 2023 ancora più devastanti. Molte aziende non hanno raccolto nulla, soprattutto quelle che avevano le varietà più sensibili quali la malvasia, che ne è uscita devastata, ma di fatto nessuna varietà, bianca o rossa, ne è risultata indenne. Decisamente meglio è andata nel 2024, dove le piogge di settembre hanno consentito alla varietà bianche tardive di prendersi una rivincita e di ottenere un beneficio che si è riverberato nella qualità dei prodotti.
Le finali hanno visto protagoniste diverse aziende dellarcipelago pontino con i loro vitigni bianchi autoctoni sugli scudi, a dimostrazione che in condizioni climatiche estreme soltanto le varietà che hanno dimostrato nei secoli di essere sempre presenti, hanno la capacità di adattarvisi. La zona di Atina con lutilizzo dei vitigni bordolesi, retaggio storico dellagronomo Pasquale Visocchi, che nella seconda metà del 1800, dopo un soggiorno in Francia, comprese che soltanto lutilizzo di vitigni idonei in vigna potesse essere la premessa per una produzione agricola di qualità, mette generalmente in commercio vini rossi non di annata. Le versioni riserva degustate hanno dimostrato uno spessore qualitativo considerevole, in cui lestrazione materica e la notevole palatabilità dei vini non ha mai compromesso la piacevolezza e lequilibrio gustativo. Emerge ogni anno una ricca espressione olfattiva figlia delle forti escursioni termiche estive tra giorno e notte, anche 15° C, che caratterizzano questa zona di montagna a ridosso del Molise e alle spalle dellabbazia di Montecassino.

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