Di Angelo Petracci
Il libro “Bollizine” di Tommaso Caporale suggerisce un’ipotesi di lavoro senz’altro affascinante: completare l’analisi organolettica di un vino anche attraverso il senso dell’udito. Oggi attraverso le parole ne raccontiamo le peculiarità visive, olfattive e gustative. L’udito mancava all’appello dei sensi. Ma d’altronde non mancano le difficoltà oggettive. Il vino non emette suoni e l’orecchio umano percepisce soltanto frequenze comprese tra i 20 e i 20.000 Hertz. Ecco quindi che il vino effervescente risulta essere l’unica tipologia che è in grado di essere ascoltata.
L’autore definisce la possibilità di un’evoluzione nella caratterizzazione qualitativa dei vini e della loro comunicazione. Le bollicine non assumono più soltanto un valore estetico e tattile. Mediante un microfono ad alta sensibilità ne ha registrato il suono per circa 4 minuti quando erano nel bicchiere e ne ha ricavato poi degli spettrogrammi. La loro analisi ha consentito di verificare come alcune caratteristiche enologiche e organolettiche assumano sempre una forma grafica che le rende riconoscibili tutte le volte che vengono individuate nei vini analizzati. Un algoritmo di ausilio è riuscito in seguito ad individuare altri elementi di maggiore dettaglio che si ripetono tutte le volte che vengono rilevati nei vini. L’analisi è integrata anche da un sonogramma in grado di indicare l’energia di ogni singola frequenza nell’arco temporale del periodo di campionamento, energia che indica una lunga persistenza.
Tanto più nello spettrogramma sono presenti picchi di frequenza con diverse ampiezze e intensità tanto più si tratta di un vino con evidente complessità organolettica. Se lo spettrogramma presenta un numero maggiore di determinate frequenze con ampiezze sopra la media, si è di fronte ad un vino con un profilo aromatico intenso, ricco di sfumature e persistente.
L’autore ha così campionato oltre 1000 vini italiani, ne ha poi selezionati 160 con caratteristiche acustiche particolari e ne ha poi decretato una classifica qualitativa con una griglia di 4 riconoscimenti.
Un libro interessante per le prospettive di integrazione della valutazione qualitativa dei vini che potrebbe aprire. Suggeriamo che l’attuale edizione del libro potrebbe offrire chiavi di lettura ulteriori se gli spettrogrammi dei vini analizzati potessero essere sovrapposti e confrontati con quelli dei vini di chiara fama mondiale e ritenuti eccellenti. Avere a disposizione gli spettrogrammi con la dinamica acustica dei vini mito darebbe modo di rilevare le differenze dei picchi e dei livelli con gli altri e di poterle provare a comprendere in termini di quanto un territorio e la gestione della vinificazione abbiano definito delle personalità qualitative differenti.
