La Tuscia del vino

7 Apr 2026 | News, newsletter

di Fabio Santini

La Tuscia è quel territorio compreso tra Alto Lazio, Umbria e Toscana un tempo abitato dagli etruschi. Una zona ricca di storia che ancora oggi la caratterizza con i numerosi ritrovamenti archeologici, le necropoli e i suggestivi borghi medievali arroccati su speroni tufacei. Una zona dove la vite, grazie alla presenza di terreni di origine vulcanica ricchi di minerali che consentono di avere ottimi frutti, viene coltivata fin dall’antichità. Gli etruschi sono stati maestri in questo e dopo di loro lo sono stati i romani. Oggi la tradizione di questo territorio dal ricco patrimonio enologico la portano avanti numerosi produttori che grazie alla sperimentazione, all’innovazione e al rispetto nei confronti dell’ambiente, lo hanno reso uno degli areali più interessanti del centro Italia. Carlo Zucchetti, noto giornalista enogastronomico, profondo conoscitore di questo territorio e Francesca Mordacchini Alfani lo descrivono da oltre 10 anni con la guida “La Tuscia del Vino”, la cui edizione 2026 è stata presentata il 10 marzo scorso a Caprarola, nelle Scuderie del Palazzo Farnese.
Il territorio preso in esame è stato suddiviso in 12 distinti areali che vengono descritti in base alle loro caratteristiche geologiche e paesaggistiche.
Ciascuna delle 214 cantine presenti in guida viene brevemente descritta, fornendo dati e informazioni quali indirizzo, numero di bottiglie prodotte, estensione vitata, enologo. Inoltre vengono segnalate quelle che offrono l’alloggio, quelle che permettono la visita in cantina e quelle che hanno la vendita diretta.
Il lavoro di selezione delle etichette ha visto la degustazione di oltre 1.300 vini delle diverse tipologie spumante, bianco, rosato, rosso, oltre a quelli “di seduzione” cui appartengono vini dolci, passiti e muffati. Di questi, 129 hanno conseguito le 3Est!, simbolo che deriva dalla legenda del vescovo Johannes Defuk, grande intenditore di vini, che in viaggio verso Roma nel 1111 si faceva precedere dal suo coppiere Martino per assaggiare e scegliere quelli migliori dei luoghi in cui sarebbe passato. Nel caso in una locanda avesse trovato del buon vino, Martino avrebbe dovuto scrivere vicino alla porta “Est” mentre se il vino fosse stato particolarmente buono, avrebbe dovuto scrivere “Est Est”. Giunto in una locanda a Montefiascone e assaggiato il vino locale, tanto gli piacque che Martino scrisse vicino alla porta “Est! Est!! Est!!!”, in segno di eccezionale bontà.
La guida assegna anche 35 cappelli (accessorio di abbigliamento da cui Carlo Zucchetti non si separa mai e che è ormai diventato il suo simbolo distintivo, adottato anche per i vini) ad altrettante cantine che si sono distinte nel tempo per coerenza e chiarezza di progetto.
I premi, sotto forma di diplomi, sono stati consegnati ai produttori alla presenza dei numerosissimi intervenuti alla manifestazione, che hanno poi avuto la possibilità di degustare i vini nei banchi d’assaggio.

La guida “La Tuscia del Vino 2026” è uno strumento che deve la sua importanza al fatto che riesce a fotografare un territorio che, sia pure caratterizzato da un’unica radice, presenta numerose diversità; uno strumento che non dà un punteggio ai vini ma si limita a darne una rappresentazione, segnalando quelli che nel percorso di qualità hanno ad oggi raggiunto la punta più avanzata.
L’evento è stato impreziosito da una cena in cui alcune eccellenze della cucina della Tuscia hanno presentato un percorso gustativo che ha messo in evidenza i prodotti del territorio, dando modo ai ragazzi dell’Alberghiero di Caprarola di mettersi alla prova con un servizio per oltre 120 persone.
La manifestazione si è svolta con il patrocinio del Comune di Caprarola, la collaborazione dell’Alberghiero di Caprarola e il coinvolgimento dei Sommelier Fisar e Ais.

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