Cari Soci e Amici dell’AIS Lazio,
con grande piacere mi rivolgo a voi in questo mese di maggio, un periodo che rappresenta per il nostro movimento un momento di rinnovamento e di importanti appuntamenti dedicati alla cultura del vino come la manifestazione che ha avuto luogo all’Acquario Romano, una cornice prestigiosa nel cuore di Roma, dove vi è stata la presentazione delle nuove annate del Consorzio della Valpolicella.
Questo evento, organizzato con cura e passione, è stata l’occasione per immergerci nell’eccellenza enologica di una delle realtà più significative del panorama vitivinicolo italiano. La Valpolicella, terra di tradizione ma anche di nuove visioni enologiche, ci ha presentato le sue ultime produzioni attraverso una masterclass dedicata all’Amarone, vino simbolo di questa zona e autentico capolavoro di tecnica enologica e paziente invecchiamento.
La masterclass focalizzata in particolare sull’evoluzione dell’Amarone nel tempo, ha offerto un’opportunità unica per approfondire come l’affinamento influenza profumi, sapori e struttura, confermando la vocazione dell’Amarone a essere un vino da meditazione, capace di raccontare la storia del territorio e la maestria dei produttori. Un momento di confronto, conoscenza e scoperta pensato non solo per gli esperti, ma anche per tutti coloro che desiderano avvicinarsi con curiosità e rispetto a questo straordinario patrimonio.
In questa occasione vorrei inoltre condividere una riflessione che ritengo fondamentale per il futuro della nostra associazione e, più in generale, per la diffusione della cultura del vino: la comunicazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un profondo mutamento nei modi e nei linguaggi attraverso cui si parla di vino. Le nuove generazioni, cresciute in un contesto digitale e veloce, richiedono messaggi più immediati, chiari ed emozionanti. Come AIS, siamo chiamati a interpretare questi cambiamenti senza perdere la nostra identità di divulgatori competenti e appassionati, ma rendendo la nostra comunicazione meno tecnicistica e più accessibile.
Credo fermamente che se vogliamo continuare a far crescere l’interesse verso la cultura del vino, dobbiamo saper parlare in modo semplice, sincero e coinvolgente. Questo non significa banalizzare il contenuto, ma rendere i concetti più fruibili, utilizzando storie, esperienze e riferimenti concreti che possano entrare in empatia con chi ci ascolta. Il vino è un linguaggio universale di convivialità, arte e territorio, e come tale deve parlare a tutti, specialmente alle nuove generazioni, custodi e futuri protagonisti di questa cultura millenaria.
Con stima e cordialità,
Francesco Guercilena
Presidente AIS Lazio
