Questioni di etichetta

16 Dic 2023 | News, newsletter

di Jacopo Manni
Siamo a Berlino nell’ormai lontano 1993. La città si è appena liberata dalla morsa del muro che sembrava irriducibile, e come disse bene Antonio Scurati “un brivido di futuro attraversò tutta l’Europa”. La cortina di calcestruzzo cade e anche il vino inizia a beneficiare di una feroce ondata di spensieratezza e desiderio di ebbrezza e di festa. Un certo Robert Mondavi sceglie proprio Berlino per festeggiare i suoi 80 gloriosi anni. E fa le cose in grande of course: noleggia un battello ristorante su un canale fluviale della città e invita i suoi 30 colleghi produttori preferiti da tutto il mondo. In quella scena e proprio in quella cena nasce l’idea di uno dei vini più importanti oggi prodotti nel Lazio, perché in quella festa viene invitato anche il Premio Tastevin 2024 per il Lazio tal Sergio Mottura da Civitella d’Agliano, che di quella notte magica racconta: “durante la cena al tavolo di Louis Fabrice Latour capitò una bottiglia del mio Grechetto Poggio alla Costa 1992… complimentandosi con me per la qualità del vino, mi chiese come mai non avessi provato un affinamento in legno; risposi che in realtà le prove fatte non avevano dato risultati apprezzabili. Gentilmente si offrì di darmi qualche “barriques” della sua produzione già selezionati per vini bianchi e soprattutto il “know how” per utilizzarli. Aveva ragione: il suo aiuto è valso una generazione di esperienza!”.
Quella sera nasce uno dei più grandi vini del Lazio mai prodotti che in onore del mentore borgognone viene chiamato Latour a Civitella. Ma quello che sembra un omaggio devoto e sincero a una bella persona, e soprattutto una grande storia, si trasforma in qualcosa di molto diverso. Il 17 settembre del 2023 per festeggiare il ventennale di questo capolavoro arriva sulla scrivania di Sergio Mottura non un bel premio ma una lettera sinistra. Mittente è uno degli studi di avvocati più importanti al mondo per la tutela della proprietà intellettuale.
Il cliente, non uno qualsiasi, è Château Latour che diffida Mottura dall’utilizzo del nome Latour a Civitella. Con classe, garbo e tanta umiltà il 17 novembre 2023 l’aziende firma un concordato nel quale si impegna a chiamare il vino La Torre a Civitella. Dall’annata 2021, annata attualmente in commercio, a Civitella non più Latour ma La Torre.
E occhio che le questioni di etichetta hanno colpito anche ad Olevano Romano. Il Cirsium di Damiano Ciolli ha perso per lo stesso motivo, ma contro una azienda spagnola, il suo storico nome. Dalla 2020 in poi si chiamerà solo Damiano Ciolli Riserva.

Ultimi articoli

La primavera dei fieraioli

di Paolo Tamagnini La primavera nel mondo vitivinicolo è sinonimo di fiere. In questa stagione fioriscono gli appuntamenti europei più importanti e...