Un delegato AIS al Vinitaly 2026

6 Mag 2026 | News, newsletter

di Umberto Trombelli

Anche quest’anno al Vinitaly 2026 i vini del Lazio sono stati sotto i riflettori.
Nonostante un calo generale delle presenze, i vini del Lazio hanno giovato di una curiosità ed un interesse crescente, dato dal numero di visitatori ai singoli stand in crescita anno per anno, che spesso visitavano la fiera andando oltre le nostre realtà regionali e che in questa edizione, hanno espresso e confermato apprezzamenti marcati, con un parterre di istituzioni di primo livello e di addetti al settore cha hanno esplorato le realtà vitivinicole della nostra regione.
Potremmo parafrasare tutto ciò in un si beve meno ma in maniera più consapevole, alla ricerca di peculiarità e chicche enologiche disseminate per tutta la manifestazione.
Eccellenze e singolarità ricercate anche all’interno del padiglione di Confagricoltura Italia, dove diverse masterclass ed approfondimenti che ho condotto hanno destato la curiosità e l’interesse di molti appassionati ed addetti al settore, inclusa la squadra di sommelier di servizio di AIS Veneto a supporto dell’evento ormai per il terzo anno di fila.
Gli appuntamenti hanno visto al centro le produzioni enogastronomiche della provincia di Latina, una delle più spumantizzate della nazione, che iniziano a conoscere ed apprezzare sempre più utenti, tra autoctoni e produzioni di vini speciali.
Tutto ciò è stato reso possibile dalla proficua collaborazione tra aziende, enti e l’associazione, dato che per il quarto anno consecutivo la Delegazione di Latina di AIS Lazio, insieme alla Confagricoltura di Latina, hanno supportato aziende e produttori nell’esporre le loro eccellenze tra banchi d’assaggio e degustazioni guidate.

Oltre che per conoscere nuove proposte o confermare impressioni su produzioni ed aziende, il Vinitaly è anche un’occasione per rivedere amici, colleghi ed addetti del settore con i quali confrontarsi sull’andamento del settore, ragionando su possibili sviluppi e scenari futuri.
Viene da sé quindi che, oltre all’ampio parco degustativo offerto, la manifestazione rappresenta anche l’occasione per rinsaldare vecchi legami e crearne di nuovi, intessendo e rinforzando reti di collaborazioni finalizzate alla valorizzazione dell’identità territoriale.
Una particolare attenzione sulle strategie da adottare in vigna a seguito del cambiamento climatico è stata al centro dei focus del padiglione, con degustazioni mirate di referenze locali ed interventi da me curati a cui hanno partecipato e contribuito produttori, tecnici di settore ed istituzioni, che ringraziamo per la presenza ed il supporto.
Tirando alcune somme dell’evento, bisogna tenere conto anche della condizione globale che ha contribuito al calo delle presenze, con i forti ostacoli delle tensioni internazionali che di fatto hanno ridotto ed in alcuni casi annullato la veicolazione di merci e persone. Ciò deve necessariamente concorrere a una visione più ampia di settore, che possa portare il vino e lenogastronomia italiana in giro per il mondo come un ponte culturale capace di veicolare pace e distendere conflittualità.
L’auspicio è la presa di coscienza diffusa sul vedere non più il vino come una sorta di prodotto elitario da idolatrare con prosopopee boriose, ma come frutto sano della sinergia e della collaborazione tra gli esseri umani e la natura, vettore di conoscenza, cultura e confronto.

Come Associazione Italiana Sommelier, tutti noi soci abbiamo l’onore e l’onere di essere degli ambasciatori consapevoli di questo made in Italy di qualità nel mondo, che porta lustro al nostro bel paese, facendo innamorare molti della nostra cultura e del nostro stile di vita.
Il vino è cultura della coltura. Prosit

Ultimi articoli