Cari Soci di AIS Lazio,
benvenuti in questo nuovo anno, il 2026, che si apre con un gennaio ricco di promesse e riflessioni profonde sul nostro patrimonio enogastronomico. Iniziamo questo editoriale con un pensiero dedicato a un traguardo straordinario: la recente proclamazione della cucina italiana come Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Un riconoscimento che non solo celebra i sapori, le tradizioni e le eccellenze culinarie del nostro Paese, ma che riverbera con forza anche nel mondo del vino, intrecciandosi indissolubilmente con la nostra cultura enologica.
Immaginate la tavola italiana: non è solo un luogo di nutrimento, ma un rituale sociale, un’espressione di identità territoriale e un ponte tra generazioni. La cucina italiana, con le sue ricette regionali, i prodotti DOP e IGP, e l’arte del convivio, è stata elevata a bene immateriale perché incarna valori di sostenibilità, biodiversità e convivialità. E qui entra in gioco il vino, quel compagno inseparabile che eleva ogni pasto a esperienza sensoriale. Pensate al Chianti con la bistecca alla fiorentina, al Vermentino con i piatti di mare liguri, o al Barolo con i tajarin al tartufo: il vino non è un accessorio, ma un elemento essenziale della narrazione gastronomica italiana. Questa proclamazione UNESCO amplifica l’attenzione globale sul nostro enoturismo, sulle cantine storiche e sulle pratiche vitivinicole tramandate da secoli, spingendo verso una maggiore valorizzazione delle denominazioni d’origine e delle tecniche sostenibili. In un’epoca di globalizzazione, dove i confini si assottigliano, questo status ci invita a preservare l’autenticità, contrastando l’omologazione e promuovendo un consumo consapevole che unisce piacere e rispetto per l’ambiente.
In questo contesto, AIS Lazio gioca un ruolo fondamentale. Da anni, la nostra sezione è un pilastro nella formazione di sommelier e appassionati, offrendo corsi di alto livello, degustazioni tematiche e eventi che approfondiscono la conoscenza del vino non solo come prodotto, ma come espressione culturale. Siamo orgogliosi di contribuire a questa eredità, preparando professionisti e cultori che diffondono la passione per il vino laziale e italiano, dalle vigne dei Castelli Romani alle colline della Tuscia. La proclamazione UNESCO ci sprona a intensificare i nostri sforzi, integrando ancor di più la dimensione gastronomica nei nostri percorsi formativi, per far sì che ogni calice raccontato sia un capitolo della grande storia italiana.
Cari soci, l’anno sociale è appena iniziato e ci attendono mesi vibranti di iniziative: masterclass, visite in cantina, serate di pairing enogastronomico e molto altro, fino alla chiusura a giugno. Per non perdervi nulla, vi invito a rimanere collegati su tutti i nostri canali social – Facebook, Instagram, e sul sito internet www.aislazio.it, dove troverete aggiornamenti in tempo reale, iscrizioni agli eventi e contenuti esclusivi. La vostra partecipazione è il cuore pulsante della nostra associazione: insieme, continuiamo a brindare al futuro del vino italiano!
Con un caloroso augurio per un anno di scoperte e piaceri enologici,
il Presidente AIS Lazio
Francesco Guercilena