Affinità enoiche: i vini del Lazio e grandi bianchi a confronto 

21 Nov 2023 | News, newsletter, Stampa

di Francesca Zaccarelli

Oltre il 74% della produzione vitivinicola del Lazio è in bianco, e sempre più con varietà storiche. Per le loro qualità intrinseche e il miglioramento tecnologico delle aziende, gli autoctoni possono sempre più competere con vini importanti – italiani e d’oltralpe. A riprova di questa tesi ambiziosa, abbiamo selezionando sei dei vini premiati dalla guida VITAE 2023, mettendoli a confronto alla cieca con altri bianchi noti, e cercando di abbinarli sulla base delle sensazioni evocate. 

FRASCATI SUPERIORE ABELOS 2021 – De Sanctis
Paglierino dorato. Fico verde, mentuccia ed erbe aromatiche incontrano gli agrumi e la nespola, fusi a mughetto, pinoli, noce moscata, talco e gesso. Palato intenso, fresco e sapido. Si snoda in modo elegante, ingentilito dalla morbidezza che accentua il frutto. Finale succoso, teso e di grande pulizia.
Südtirol Eisacktaler Veltliner 2019- Kuen Hof per l’approccio mediterraneo e allo stesso tempo silvestre. Al palato li accomuna la sapidità elegante e la verve fresca.

POGGIO TRIALE 2020 – Tenuta La Pazzaglia
Giallo dorato. Camomilla, miele e macchia mediterranea, con mela, agrumi, pesca, mango. Poi pietra focaia e mandorla fresca e in confetti. Palato avvolgente, di bella tensione, con una salinità ben integrata. Tornano la frutta e la mandorla, sfumandosi in un finale morbido e fresco-sapido.
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC “Origini” 2018 – Fattoria Nannì, per l’immediatezza e il ritorno aromatico al palato che conferisce movimento e profondità.

FRASCATI SUPERIORE LUNA MATER RISERVA 2021 – Fontana Candida
Giallo dorato. Caldo e balsamico di salvia, rosmarino, timo, melone e gelée di limone, fuso a rosa e miele. Agrumi e frutti gialli giocano con arenaria, talco, spezie dolci e mandorle tostate. Sorso fitto e dinamico, che passa dal fresco al glicerico, verso un finale fruttato e salino.
Orvieto Classico Superiore DOC “Mare Antico” 2018 di Decugnano dei Barbi, per il passato geologico importante e variegato del territorio- tra mare e vulcano- e le qualità che conferisce al vino.

NETHUN 2021 – Muscari Tomajoli
Giallo con riflessi dorati. Ananas, mandarino, pinolo e mandorle, poi arenaria, sale e argilla fresca con zenzero e pepe bianco. Caldi fiori campestri e una scia balsamica di santoreggia e rosmarino. Palato vibrante, con la spalla acida-sapida che esalta il frutto, portando ad un finale di scorze e salgemma.
Trebbiano d’Abruzzo DOC 2016 di Valentini, per la forte espressività, la personalità e il carisma “artigiano”, prova di produttori ben consapevoli del loro territorio. 

RADIX 2018 – Casale del Giglio
Giallo intenso dorato. Ananas, cocco, papaya e mela fusi a gardenia e ginestra. Pinoli e pasta di mandorle cedono il passo a salvia, maggiorana e arenaria. Bocca ampia, morbida, fresca e sapida. Finale dinamico, sapido, pulito, ricco di frutta e fiori e con una nota etilica-glicerica che conferisce profondità.
Côtes Catalanes Vieilles Vignes Blanc 2018 – Domaine Gauby per la a dinamicità complessa, con umori diversi che dialogano insieme, sempre in evoluzione.

DONNA ADRIANA 2020 – Castel De Paolis
Giallo dorato. Vaniglia e cannella fusi a pesca, albicocca, melone, mela, agrumi in gelatina e mandorle in confetti, con magnolia, peonia, gardenia. Sul finale, sale e argilla alternati a rosmarino, salvia, lavanda. Palato morbido, caldo, fresco-sapido. La parte pseudo-calorica esalta il frutto e il fiore, in un finale sapido e succoso.
Palette Blanc 2017- Chateau Simone, per la comune capacità di evolvere nel tempo in modo inaspettato, trovando una specifica espressione che si tinge di note mediterranee, dense e saporite.

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