Le origini del vino naturale – Il suolo che vive

26 Ott 2023 | News, newsletter, Stampa

di Stefano Sarasso

‘’I veri uomini del progresso sono coloro che, come punto di partenza, hanno un profondo rispetto del passato’’ (Ernest Renan)
Il tema del suolo vivente (living soil), restituendo valore a quell’incredibile e pulsante ecosistema che giace sotto i nostri piedi, costituisce una sorta di articolo costituzionale, una base di valori comuni a tutti i protagonisti dell’approccio naturale alla viticoltura.
Un testo chiave per riuscire a comprendere le dinamiche che hanno guidato questo processo è sicuramente il ‘’Manifesto per un’agricoltura sostenibile’’ di Lydia e Claude Bourguignon, microbiologi del suolo, attivi fin dagli anni ’70 nel denunciare la degradazione dei suoli agricoli europei.
Il suolo ospita l’80% della biomassa mondiale. La pianta può ricevere gran parte dei nutrienti che necessita attraverso le sue foglie, il resto è disponibile solo attraverso il suolo. I microbi presenti nel suolo convertono questi elementi nutritivi perché possano essere assimilati dalle radici delle piante. Uno studio effettuato dall’Università della British Columbia ha rivelato come questi stessi batteri e funghi consentano alle piante di rimanere connesse tra di loro per gestire a seconda delle singole necessità acqua, carbonio e azoto.
Al termine dei due conflitti mondiali del ‘900 l’industria militare ha trovato nell’agricoltura il riciclo civile dei suoi prodotti. Gli erbicidi sono gli ultimi arrivati e sono stati messi a punto durante la guerra del Vietnam. Siamo alla nascita dell’agricoltura intensiva che elegge il petrolio e non il sole come fonte energetica principale. L’utilizzo di prodotti chimici di sintesi ha prodotto un grave squilibrio all’ecosistema con una presenza stimata al 10% di residui di pesticidi che percolano attraverso il terreno nelle falde acquifere e quindi nei fiumi e nei mari.
Gli autori del Manifesto denunciano l’esempio di piante di vite che crescono su terreni rossi ricchi in ferro, ma le cui foglie sono gialle a causa della clorosi (carenza di ferro). Quando i suoli sono degradati non sono presenti microbi a processare il ferro cosi il risultato è una pianta gialla su un suolo rosso.
L’agricoltura è l’attività antropica con il maggiore impatto sull’ambiente. Per capire quali sono le fondamenta del fenomeno della viticoltura naturale bisogna quindi guardare indietro a quel passato in cui il vigneto non era gestito come monocoltura ma coesisteva con altre attività in un contesto in cui la biodiversità era molto importante.
Se l’esclusione delle sostanze chimiche di sintesi a salvaguardia dei suoli e dell’ambiente è un cardine per il viticoltore naturale, le diverse metodologie adottate a basso impatto nel vigneto e in cantina hanno dato vita negli anni ad un complesso scenario che merita di essere approfondito.
‘’La foresta precede l’uomo, il deserto lo segue’’ (Francois-René de Chateaubriand)

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